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Dal caos cronico alla chiarezza: le prime 3 domande che cambiano tutto

Nell’ultimo articolo (questo il link per recuperarlo), ci siamo lasciati con tre domande fondamentali:

  1. Quali sono le 3 cose che ogni giorno ti drenano più energia?
  2. Se potessi eliminare una sola abitudine negativa, quale sarebbe?
  3. Come cambierebbe la tua vita se dedicassi un’ora al giorno solo per te?

Oggi ripartiamo da qui, perché voglio che inizi a mettere il focus esattamente dove serve:

sulle leve che puoi controllare per eliminare i Circoli Viziosi ed iniziare a creare i tuoi primi Circoli Virtuosi.

I Vampiri Energetici (COSA e CHI ti ruba l’energia?)

Una delle cose su cui metto particolare attenzione all’inizio di ogni percorso è che, la primissima cosa da fare, è imparare a riconoscere tutto ciò che ci drena energia.

Prima di parlare di PIANIFICAZIONE, prima di parlare di DELEGA, prima di parlare di OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI, prima di parlare di utilizzo di MAPPE MENTALI a livello PROFESSIONALE, bisogna partire dalla prima domanda:

Quali sono le 3 cose che ogni giorno ti drenano più energia?

D’altronde prova a pensarci, se sei su una barca che imbarca acqua, ok usare il secchiello per svuotarla, ma la prima cosa dovrebbe essere quella di tappare la falla, o sbaglio forse?

hai voglia a togliere acqua col secchiello se non tappi la falla…!

Ora, se questa cosa ti risuona puoi iniziare a riflettere sul fatto che, ogni santo giorno, vieni prosciugato da comportamenti-persone-abitudini che ti risucchiano energia.

  • Lavorare sempre sotto urgenza, in affanno, in rincorsa, manco fossi un chirurgo in zona di guerra, ti ruba energia.
  • Delegare delle attività che inesorabilmente ti ritornano nel didietro alla velocità della luce e che quindi ti tocca rifare da capo (con buona pace del Rosario che reciti tutte le volte)…ti ruba energia.
  • Partecipare a infinite Riunioni, spesso inutili e convocate all’ultimo minuto, senza un briciolo di agenda…ti ruba energia.
  • Venire interrotto di continuo, magari da collaboratori che ti fanno sempre le stesse domande (e tu che ti chiedi se per caso abbiano l’Alzaihmer)…ti ruba energia.
  • Avere problemi relazionali non risolti che generano tensioni su tensioni, con collaboratori che non collaborano, con clienti che avanzano pretese senza senso, con fornitori che non rispettano le scadenze, ma anche con il partner che non capisce come mai sei sempre al lavoro o con i figli che ormai vanno all’Università e tu manco te ne sei accorto…ti ruba energia.
  • Etc. Etc. Etc.

Potrei andare avanti a lungo con gli esempi ma penso che ci siamo capiti!

Nella tua vita ci sono di sicuro tutta una serie di “cose” che ti tolgono energia, ed è su questo che bisogna iniziare ad agire per primo, perché prima togliamo i sassi dallo zaino, solo poi iniziamo a riempirlo con le cose che ci servono.

Abitudini CircoViziose e CircoVirtuose

E qui mi riallaccio alla seconda domanda, Se potessi eliminare una sola abitudine negativa, quale sarebbe?

Io modestamente sull’argomento potrei scrivere un trattato per quanto sono competente, avrei potuto tranquillamente gareggiare e vincere in qualsiasi competizione sulle tecniche ninja per implementare le abitudini negative.

Ho bevuto, fumato, procrastinato a livelli professionali, dormito poco e male per anni, mangiato schifezze come se non ci fosse un domani…insomma, quando si parla di Abitudini CircoViziose sono un esperto.

E le abitudini sono una delle variabili sulle quali è fondamentale lavorare se vuoi migliorare una situazione.

Vale per chiunque, per il manager che sclera perché i suoi progetti vanno costantemente fuori tempo e fuori budget, per l’imprenditore che impazzisce per far quadrare i conti, ma anche per l’adolescente che va male a scuola…insomma, se non ottieni i risultati che desideri, lavorare sulle abitudini è un passo molto importante, e questo per una ragione molto semplice: le abitudini vanno incontro ad un meccanismo di difesa del nostro cervello, quello di farci fare meno fatica possibile.

Questo significa che, quando hai creato un’abitudine, svolgi quell’attività in automatico e senza fare fatica appunto.

L’inchiappettata di questo meccanismo è che, quando l’abitudine è CircoViziosa ce la prendiamo in quel posto, perché non solo ci danneggia, ma ci risulta anche difficile smettere (se hai mai fumato nella vita sai di cosa parlo).

E quindi ti ho chiesto quale fosse l’abitudine che vorresti stoppare fin da subito proprio per questo motivo, se riesci ad individuarla e ad interromperla sei già a buon punto.

Io non so cosa hai risposto ovviamente ma mi permetto di dare un piccolo suggerimento, è un’abitudine CircoViziosa che emerge spessissimo nelle sessioni preliminari. Te la descrivo, vediamo se la riconosci.

Suona la sveglia e tu, ancora prima di aprire completamente gli occhi, ti ritrovi a guardare il cellulare (che hai tenuto vicino a dove dormivi, altra abitudine del caxxo).

No esercizi fisici per riattivare il corpo, no routine di ricarica energetica tipo yoga o meditazione, no corsa/camminata, no preghiera del mattino agli Dei a cui sei abbonato…non ti sei manco alzato dal letto e sei già col cellulare in mano, sei ancora mezzo rincoglionito dal risveglio e sei già entrato nella giostra infernale delle mail, dei problemi, delle scadenze.

Così facendo, non ti stai solo “stancando”. Ti stai incastrando…ora, visto che probabilmente sarà capitato anche a te, rispondi sinceramente: ti sembra un buon modo per iniziare la giornata?

Per questo ti ho posto questa domanda sulle abitudini, perché se continui a perpetuare delle abitudini che alimentano i tuoi problemi, sarà sempre più difficile cambiarle, e quindi è fondamentale per te riconoscerle e modificarle al più presto.
E guarda che nessuno pretende che tu dall’oggi al domani rivoluzioni tutte le tue abitudini CircoViziose, ma almeno una puoi iniziare a cambiarla, o no cazzarola?

Quindi fallo adesso se ancora non l’hai fatto, rispondi alla domanda:

Se potessi eliminare una sola abitudine negativa, quale sarebbe?

La storia (realmente accaduta) di Povero Tino

Ora, torniamo al caro e vecchio “Povero Tino” che rappresenta il simbolo perfetto della persona incastrata nella ruota del criceto, che “lavora tantissimo” (o almeno così crede) e contemporaneamente produce pochissimo in termini di risultati, in questo modo puoi iniziare a riconoscere tu stesso cosa ti toglie energia e quali abitudini vuoi cambiare fin da subito.

Povero Tino:

  • È convinto di lavorare tantissimo, Stakanov in pratica gli fa un baffo.
  • E’ sempre di corsa, super indaffarato da mille cose e corre dalla mattina alla sera, manco fosse un maratoneta che si prepara alle Olimpiadi.
  • Si lamenta spesso e volentieri: “Non ho mai tempo!”, “Ho mille cose da fare!”, “Nessuno mi aiuta!, “Ah se non ci fossi io a mandare avanti la baracca”…è un modo che ha per sentirsi importante e per gratificare il suo ego, poi quando sta a casa una settimana perché sta male o perché è in vacanza, il suo castello crolla miseramente perché le cose in ufficio girano che è una meraviglia, decisamente meglio di quando è presente (ripeto, storia VERA sentita e risentita più volte in questi 20 anni).

Ma la realtà è che Povero Tino:

  • Perde ore ed ore in attività del tutto inutili o addirittura deleterie. Si autoconvince di lavorare tantissimo, ma in fin dei conti produce pochissimo
  • Si lascia trascinare da continue urgenze, manco fosse una zattera in balia delle correnti. Questo lo fa sentire impegnato e in questo modo riesce a scappare dal fare le cose veramente importanti che lo mettono scomodo.
  • Spende la maggior parte del suo tempo a GIUSTIFICARE i suoi problemi invece di affrontarne le cause e cercare di risolverli (la fase successiva è quella di scaricare la colpa su qualcun altro).
  • Questa negatività generata dalle lamentele, gli toglie tempo ed energia alla ricerca di soluzioni, alla fine si “abitua” all’idea che non ci possa fare niente.
  • A livello inconscio vive e accumula sensi di colpa perché sa di non riuscire mai a portare a termine i compiti assegnati, capisce che qualcosa non va, visto però che non vuole sentirsi un cojone, se la aggiusta dicendo che sono gli altri il problema (e questo gli fa sviluppare frustrazione e risentimento)
  • Ovviamente non dorme certo il “riposo dell’uomo giusto”, fatica a prendere sonno, si sveglia durante la notte e al mattino parte già con le gomme sgonfie, ripetendo lo stesso schema.

Conosci qualcuno così? Se si, stanne più alla larga possibile…se quel qualcuno sei tu, CAMBIA IMMEDIATAMENTE STRADA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

Scherzi a parte, guarda che io non colpevolizzo chi si trova in questa situazione, primo perché ci sono passato anche io (mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa), secondo perché è un problema più comune di quanto si pensi e probabilmente viene da come siamo stati educati e dal tipo di società in cui viviamo.

Dove nasce tutto questo? Il virus mentale che ti hanno impiantato

Purtroppo fin da piccoli veniamo addestrati a pensare che FARE DI PIU’ sia l’unica soluzione per ottenere risultati migliori.

Vai male a scuola? DEVI STUDIARE DI PIU’.

Mai sentito dire un professore che sia uno dire, il ragazzo si impegna ma:

  • ha bisogno di un metodo diverso,
  • deve imparare a divertirsi quando studia,
  • ha bisogno di stare più all’aria aperta…

o cose simili, niente da fare, l’unica soluzione è: STARE PIU’ ORE SUI LIBRI!

Per carità, lavorare di più è sicuramente un’ottima cosa e, in alcuni contesti, porta anche dei buoni risultati, ci mancherebbe.

Però NON è l’unica strada percorribile e bisogna anche fare attenzione ad alcuni aspetti.

Nel caso dello studio per esempio, ormai la scienza parla chiaro:

  • Lo studio efficace richiede pause regolari ad intervalli prestabiliti.
  • Lo studio andrebbe alternato all’attività fisica perché migliora concentrazione e apprendimento.
  • Bisognerebbe stare tanto all’aria aperta perché esporsi alla luce naturale aiuta il cervello.
  • Divertirsi mentre si studia potenzia la memorizzazione.

e così via. In sostanza sta cosa di stare 10 ore sui libri per ottenere risultati è ormai accertato che sia una cazzata (e Io l’ho sperimentato in prima persona quando ho iniziato a studiare prima, e divulgare poi, le mappe mentali, ho iniziato ad ottenere risultati migliori facendo molto meno rispetto a prima)…Eppure, la ripetono ancora oggi in tutte le classi.

Ma voglio farti un altro esempio che ti spiega bene questo concetto (e mi da la possibilità di parlare della mia grande passione, che è la pallacanestro).

I filippini AMANO il basket (ma il sentimento non è ricambiato per un cappio 🙂 )

Una volta mentre parlavo con un amico filippino (con cui giocavo a basket), gli ho chiesto come mai il basket fosse così amato nelle filippine. Lui mi spara una storia interessantissima sull’influenza degli americani e poi su un dittatore che ha usato la pallacanestro come “distrattore sociale“, un po’ come il classico Panem et Circenses di romana memoria.

Ad ogni modo, per percularlo un po’ gli dicevo, “certo che voi amate il basket, però non siete mica ricambiati visto quanto siete scarsi” (prima che qualche pistola si metta di traverso si sa che nel basket un po’ di trash talking ci sta sempre bene).

Ad ogni modo poi parliamo un po’ seriamente e io gli espongo la mia teoria.
Vedi, Io li vedo in Cittadella i vostri ragazzini, in base a quanto giocano e alla passione che hanno, dovrebbero essere dei fenomeni, e invece sono quasi tutti delle pippe al sugo e la ragione è una sola, SI ALLENANO TANTO, MA MALE, MALISSIMO!

Nessuno gli ha insegnato un metodo di allenamento che funziona e porta risultati!

Per esempio, la cosa che ho notato è che, fin da piccolissimi, iniziano a tirare da lontanissimo. Ma non avendo la forza necessaria acquisiscono una meccanica di tiro disastrosa…meccanica di tiro che poi si trascinano anche quando crescono.

Se invece di stare 5 ore a giocare alla caxxo si allenassero per un’ora soltanto facendo le cose nel modo giusto, sono sicuro che otterrebbero risultati decisamente migliori.

E allora perché non lo fanno? Perché non ricevono feedback correttivi, non ci sono allenatori a dirgli “caxxo tiri da 7 metri che sei alto un metro e una cingomma? Vai sotto canestro e allena il movimento da un metro”.

Questa è la stessa cosa che succede nel mondo del lavoro, si lavora tanto, spesso tantissimo…ma alla pene di segugio, con una serie di convinzioni del tutto errate.
Se esci alle 17 allora “ah, mezza giornata di ferie oggi è”…l’idea è, se non esci alle 20 allora non stai lavorando abbastanza.
Più ore lavoro e più sei considerato “bravo“, che se ci pensi bene è una bella cazzata, perché sei quanto più bravo minore il tempo in cui riesci a produrre lo stesso risultato. In sostanza abbiamo una cultura che, invece di premiare chi fa tutto quello che deve fare nei tempi corretti, premia le persone più lente e incentiva a stare fino a tardi in ufficio…e pazienza se non combina un cacchio tutto il giorno, l’importante è che mandi la mail alle 20 che attesti che lui si ferma fino a tardi (caxxo avevo un collega così che era d’un fastidioso, non faceva una mazza tutto il giorno e poi verso le 18 iniziava a mandare mail a destra e manca per mostrarsi “impegnato”).

Vuoi un altro esempio?
Le RIUNIONI (si lo so, mi piace vincere facile)…quanto tempo ed energia preziosi vengono sprecati in riunioni senza senso?

Proprio settimana scorsa parlavo con un amico che sarebbe arrivato tardi all’aperitivo perché il “venerdì alle 17,30 hanno la riunione di aggiornamento e non sa a che ora finisce”.

E io che sono sempre attento a dare dei feedback delicati che non suscitino la minima reazione negativa nel ricevente gli ho detto:

di a quello stordito del tuo capo che

1) le riunioni routinarie sono spesso una perdita di tempo se non si fa attenzione a mantenere viva l’agenda

2) cosa caxxo fai una riunione alla sera del venerdì che la gente con la testa sta già pensando ai bagordi del fine settimana, ma chi vuoi che ti ascolti? (e infatti il mio amico mi ha confermato di essere l’unico con lo schermo acceso…e per forza, gli altri sono li a farsi i caxxi loro con un orecchio teso giusto in caso vengano interpellati).

Capisci dove voglio arrivare? Uno che alle 7/8 di sera del venerdì è ancora in uffizio, sta lavorando tanto? Certamente SI.

I risultati che otterrà saranno in linea con lo sforzo profuso?

Ma manco per il cappio, a lavorare tanto senza un metodo che funziona fai la fine dei filippini sul campo da basket.

E quindi, cosa bisogna fare per uscirne?

Non devi cambiare tutto e subito, devi iniziare ad invertire la tendenza.

Per questo ti ho fatto le 3 domande iniziali.

Si tratta soltanto di:

  • Interrompere i circoli viziosi.
  • Innescare i primi circoli virtuosi.
  • Togliere 10 minuti di spreco qui, 20 minuti di spreco là, mezz’ora ogni volta che puoi.

Fatto questo, puoi iniziare a ricavare il tempo guadagnato per dedicarlo a te stesso, che è poi la terza domanda che ti avevo posto:

Come cambierebbe la tua vita se dedicassi un’ora al giorno solo per te?

Ma di questo parliamo nel prossimo articolo.

AI CIRCOLI VIRTUOSI

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