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Combattere lo Stress: cause e soluzioni

Arrivo in ufficio molto presto, ho un casino di lavoro arretrato e così ho evitato il traffico milanese.

Accendo il computer e bevo un caffè, sono le 7 della mattina ed è già il secondo.

Apro il file con la “To Do List”, scorro la lista infinita di cose da fare e l’ansia mi assale, rimbalzo da una all’altra senza decidermi da dove iniziare.

Leggo le mail e vado a fumarmi una sigaretta.

Iniziano ad arrivare i colleghi, “caffè?”…caffè!

E’ metà mattina, ho già fumato 3 sigarette e bevuto 4 caffè, io che non avevo mai fumato di mattina e che fino ad un paio d’anni prima il caffè lo detestavo.

Sono in ufficio da 4 ore e praticamente non ho combinato nulla, qualcosa mi dice che sarà una luuuunga giornata!

 

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), lo stress è l’epidemia mondiale del 21° Secolo.

Non che ci volesse chissà quale studio per capirlo, basta farsi un giro sui social per capire che siamo circondati da persone che non stanno per niente bene.

Senza addentrarci troppo in discorsi sociologici, penso sia evidente a tutti che il mondo di oggi è decisamente più frenetico, competitivo e stressante rispetto a quello di ieri.

Certo, la Globalizzazione e il Progresso Tecnologico degli ultimi 25/30 anni ci hanno reso le cose molto più facili rispetto a prima:

  • puoi comunicare con chiunque, in qualsiasi parte del mondo, in qualunque momento a costo praticamente zero
  • hai una serie di strumenti per farti conoscere che prima non esistevano (quanto invidio quelli che si guadagnano da vivere pubblicando dei video su youtube mentre giocano :-))
  • hai accesso facilmente e velocemente ad ogni tipo di informazione, cerchi un libro di un autore straniero? Due click e in un paio di giorni lo ricevi a casa…(altro che pallosissime ricerche in Biblioteca).
  • etc. etc.

Il prezzo da pagare per questi vantaggi sono un ritmo di vita frenetico e il fatto che siamo costantemente “reperibili” e “tracciabili”.

Quindi “si stava meglio quando si stava peggio”?

Per me no. Ogni situazione porta con sé dei benefici e degli svantaggi, la differenza la fa quella che dovrebbe essere la prerogativa per antonomasia dell’uomo: la capacità di adattarsi.

Ed è qui che casca l’asino, la maggior parte delle persone non è veramente riuscita ad adattarsi, sfrutta solo in minima parte i benefici che quest’epoca offre, ma ne paga in toto i costi.

Da cosa nasce di preciso lo stress?

Lo stress può nascere da diversi fattori, io ovviamente farò riferimento allo stress generato dal lavoro, non da eventi traumatici come una perdita, un divorzio o cose simili, che sono più materie da psicologo.

All’epoca, quando mi sono trovato in questa situazione il cui risultato finale è stato il crollo verticale della mia produttività prima, e l’ammalarmi dopo, il Circolo Vizioso era il medesimo che vivono imprenditori e manager che poi diventano miei studenti:

Come il DiStress (Stress Negativo) influisce negativamente sulla Produttività

Se non hai familiarità con le Mappe Mentali, ti riepilogo il processo:

  • hai troppe cose da fare
  • aumenti le ore lavorate per cercare di fare tutto
  • fai errori dovuti a stanchezza/fretta
  • la produttività crolla perché sei stanco
  • ti incazzi con i collaboratori che invece di darti una mano ti ostacolano
  • vivi emozioni spiacevoli perché rimani comunque indietro
  • ti trovi ancora più in urgenza e stressato
  • continui così finché non scoppi

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Se vuoi approfondire l’argomento del Circolo Vizioso dello Stress e delle Relazioni Danneggiate, ne ho parlato ampiamente nelle video-lezioni collegate al mio libro,

“La Tua Mappa per il Relax Lavorativo”.

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Ora, quando ho iniziato a studiare come lo stress influiva sulle mie prestazioni, pensavo che il mio problema principale fosse di avere troppe cose da fare e che quindi ero costretto a lavorare troppo.

Questo era vero, ma solo in minima parte.

Ovvio che se lavori più di 60 ore a settimana e lo fai per anni, è probabile che tu un minimo stressato lo sia e che magari questo si ripercuota negativamente sul tuo benessere psico-fisico.

E’ anche vero però che, se hai un’attività in proprio (non importa che tu sia un mega-imprenditore o un libero professionista a partita IVA), probabilmente avrai anche una grande passione per quello che fai e quindi, lavorare tanto, non solo ti piace, ma ti gratifica e parecchio pure.

Diciamo che il lavoro per molti di noi è un po’ come se fosse un figlio da crescere e accudire, almeno fino a quando non sarà pronto a camminare con le sue gambe, sei d’accordo?

Quindi ci sta anche lavorare più delle canoniche 8 ore al giorno, i problemi nascono quando, nonostante gli sforzi, ti ritrovi che:

  • Alla fine dell’anno, se conti le ore che hai lavorato e quello che ti sei effettivamente messo in tasca, ti conveniva chiedere il reddito di cittadinanza.
  • I tuoi collaboratori, invece di darti una mano e ringraziarti per il fatto che li aiuti a mettere il piatto in tavola, ti fanno passare le pene dell’inferno.
  • Ormai sei talmente tanto abituato ad essere sempre di corsa e perennemente in urgenza che, il famoso “criceto sulla ruota”, in confronto a te è un messicano che sta facendo la siesta 🙂

Se anche tu ti riconosci in questa situazione, ho una notizia buona e una cattiva.

La notizia buona è che il problema lo puoi risolvere.

Puoi ottenere migliori risultati lavorando (molto) di meno.

E quella cattiva?

Che non sarà così facile e veloce come molti ti raccontano.

Come si risolve DEFINITIVAMENTE il problema dello STRESS (primo passo)

In questo articolo mi sono concentrato sulle ore lavorate come principale fonte di stress.

Anche se, come ho evidenziato in precedenza, è l’elemento stressogeno meno rilevante rispetto ad un ambiente di lavoro tossico e al fatto che non stai ottenendo i risultati che desideri, è anche l’elemento sul quale puoi intervenire più velocemente e con poco sforzo.

Infatti, se diminuire un’ora al giorno di lavoro è piuttosto facile (la maggioranza dei miei studenti ci riesce dopo un paio di settimane), influire positivamente sull’ambiente di lavoro e sui risultati che ottieni richiede più tempo e un livello di competenze decisamente più elevato.

Quindi voglio aiutarti ad affrontare il problema in maniera strutturata, partendo da una considerazione ovvia:

ORE LAVORATE, RISULTATI E AMBIENTE DI LAVORO sono strettamente connessi tra di loro e generano, a seconda dei casi, dei circoli viziosi oppure virtuosi in cui ogni fattore alimenta gli altri.

Se lavori troppe ore, se sei frustrato perché nonostante tutti gli sforzi le cose sembrano non migliorare, se sei arrabbiato perché hai l’impressione che i tuoi colleghi/collaboratori non ti diano il supporto di cui hai bisogno sei in un Circolo Vizioso.

E qui arriva la brutta notizia che ti ho anticipato prima, sul mercato trovi un sacco di “soluzioni” che, invece di aiutarti a sciogliere questo Circolo Vizioso, in realtà lo alimentano.

E guarda che ti parlo per esperienza visto che anche io ci sono passato.

Giuro che prima o poi vincerò la mia pigrizia e scriverò un articolo su tutto quello che non funziona nel mio mondo, quello della formazione, in questo articolo mi voglio concentrare solo su una corrente di pensiero che la fa da padrone.

LAVORA ANCORA PIÙ DURAMENTE.

Non sei soddisfatto dei risultati che ottieni?

Devi lavorare ancora di più!

Sui social media continuo a vedere post motivazionali che spingono le persone a lavorare 12 o addirittura 14 ore al giorno.

“Mi sono svegliato alle 5, sono le 9 di sera, direi che posso andare a casa!”

“12 ore al giorno è part time”

Il trucco che usano per manipolarti è quello di pungolare il tuo ego, farti sentire “figo” perché, a differenza della massa degli italiani che non combina niente, tu sei sempre lì a spingere sull’acceleratore, una specie di eroe moderno che si sacrifica per il raggiungimento di chissà quali obiettivi.

Ora sia chiaro, Io non ho niente in contrario a lavorare tanto e con impegno, dico sul serio.

Soprattutto se ancora non hai una famiglia e dei bambini di cui prenderti cura e soprattutto se sei agli inizi della tua attività, mi sembra quasi scontato che tu dedichi parecchie ore al lavoro.

Vale lo stesso discorso se il tuo obiettivo è di quelli veramente grandi, più l’obiettivo è sfidante e più dovrai impegnarti in termini di risorse (tempo, soldi, energia) da mettere in campo.

Anni fa sono andato ad ascoltare un discorso di Yuri Chechi, lo ricordo come se fosse ieri, si intitolava:

“il destino esiste ma devi costruirlo giorno per giorno”.

Parlava di come avesse ben chiaro fin da bambino che lui voleva diventare il campione del mondo e, per riuscirci, aveva messo in secondo piano tutto il resto.

Aveva lasciato la famiglia da bambino perché a Prato non c’erano strutture idonee per allenarsi.

Si era allenato da mattina a sera, sottoponendosi a diete rigidissime…

Insomma, aveva fatto tutto quello che serviva per realizzare il suo sogno.

Se vuoi diventare il numero uno al mondo, non esiste un’altra strada, tutto il tuo tempo e tutta la tua energia deve essere focalizzata su questo unico grande obiettivo.

Ma caxxo, per avere un’azienda con una decina di dipendenti e che funzioni dignitosamente, dovrebbe bastare molto meno, o no?

Capisco che se vuoi fondare la Apple tu debba sbatterti 90 ore a settimana per degli anni (per poi morire a cinquant’anni di cancro al pancreas, ma questo è un altro discorso), ma sicuro che serva lo stesso impegno per raggiungere gli obiettivi che tu hai in testa?

Ripeto, Io non ho niente contro chi vuole lavorare 12 o 14 ore al giorno, io non ce la farei ma non sono così presuntuoso da pensare che nessun altro può farcela.

Però se lavori come un matto e non sei soddisfatto dei risultati che ottieni, magari un tentativo per cambiare le cose dovresti farlo, o sbaglio?

Riflessioni importanti per aiutarti a cambiare punto di vista

Una delle cose che vorrei aiutarti a capire è che, oltre una certa soglia, PIÙ LAVORI e MENO RISULTATI ottieni, perché lo Stress e la Produttività sono inversamente correlati tra di loro.

Quando sei molto stressato il fisico ne risente e, automaticamente, anche le tue prestazioni calano, innescando un circolo vizioso che ti porta sempre più nel baratro.

Ora ti invito a riflettere sui seguenti aspetti e a rispondere alle domande:

  • Qual è il limite orario giornaliero oltre il quale non sei più produttivo? Ognuno di noi, dopo un certo orario di lavoro, non combina più niente. E’ un limite soggettivo che varia da persona a persona, occhio però che chi riesce a rimanere sul pezzo più di 12 ore al giorno è più raro di un politico che ammette di aver commesso degli errori, io di persone così ne avrò conosciute 3 o 4 in tutta la mia vita (e io conosco letteralmente migliaia di persone).
  • “Quante delle ore che stai lavorando, sei VERAMENTE produttivo?” Quante delle ore che lavori producono RISULTATI? Perché è inutile che vivi in ufficio e poi tra interruzioni, urgenze, lavori che ti tornano indietro perché fatti male e caxxi e mazzi vari, alla fine se va bene sei produttivo il 50% del tuo tempo, non trovi?
  • Cosa conta veramente nella tua vita? Sicuro che in punto di morte (dai pure una grattatina veloce ai gioielli di famiglia :-)) tu rimpiangerai di non aver lavorato abbastanza? Non pensi che magari ti sentirai in colpa per non essere stato abbastanza vicino alle persone che amavi? Di non essere stato un genitore presente e di non esserti goduto i tuoi figli?

1° Suggerimento di Gestione del Tempo e dello Stress

All’inizio del percorso del Metodo Olmetto® faccio svolgere un esercizio che serve allo studente per tracciare il suo tempo in modo da individuare gli sprechi che ha, per iniziare ad eliminarli fin da subito.

Ovviamente non ha senso che io ti dia l’esercizio, anche volendo regalartelo, senza contesto non sapresti comunque svolgerlo (se vuoi sapere come riceverlo inserisci i tuoi dati QUI e verrai contattato), però un suggerimento voglio regalartelo fin da subito:

Togli mezzora all’orario di uscita abituale.

Inizia la giornata non dicendo a te stesso, “quando ho finito me ne vado”, ma:

“voglio uscire alle ore X avendo finito tutto quello che avevo in testa da fare”.

Questo approccio funziona perché le attività sono “giustospaziose”, si prendono tutto il tempo che gli dai

(in “Animali fantastici e dove trovarli”, c’era un animale che se lo mettevi in una scatoletta si rimpiccioliva e ci entrava, se gli davi invece una stanza diventava grande come la stanza…ecco, le attività funzionano allo stesso modo, se non metti un limite temporale si ciucciano tutto il tempo a disposizione).

Dare una scadenza all’orario di uscita e mantenere l’impegno con te stesso, ti aiuterà ad essere più focalizzato e a buttare meno tempo nel cesso.

Segui questo suggerimento e inizia a creare un primo Circolo Virtuoso, ok?

Nel prossimo articolo ti parlo di un’altra piaga del mondo della formazione, “la bacchetta magica”.

Intanto tu condividi sui social e commenta l’articolo se ti è piaciuto

Pace, Bene e Trigu Meda 🙂

EU

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