Perché non sei ancora riuscito a uscire dalla ruota del criceto (anche se ci stai provando davvero)
Nell’articolo precedente abbiamo esplorato la differenza tra chi ottiene risultati concreti e chi, nonostante gli sforzi, si incarta sempre allo stesso punto.
Oggi approfondiamo il discorso parlando del primo nemico da affrontare e sconfiggere per la strada verso la felicità del successo: la ruota del criceto.
Riconosci il copione?
Suona la sveglia. Apri gli occhi e sei già in ansia per tutte le cose che dovrai fare.
Caffè, colazione al volo, mente già proiettata al meeting delle 9.
La giornata vola e arrivi a sera che manco te ne sei accorto.
Hai risolto problemi che non hai creato tu, i tuoi collaboratori fanno affidamento su di te manco fossi Mr. Wolf di Pulp Fiction, hai mangiato un panino al volo mentre rispondevi a 147 email, e così via per tutto il giorno, senza fermarti un attimo, senza avere un attimo di pausa.
Sei stato attivo, produttivo, impegnato, dovresti sentirti appagato e soddisfatto e invece…
quando arrivi a casa la sera tardi ti senti frustrato perché hai l’impressione di non aver combinato niente, di aver girato a vuoto.
Congratulazioni, sei nella ruota del criceto…

e quindi, come se ne esce? Come si scappa da questa trappola?
Il falso mito della produttività
Per anni ci hanno raccontato che, per vivere bene e avere successo, bisogna essere produttivi.
Fare di più, in meno tempo. Ottimizzare. Automatizzare. Incastrare tutto.
Facciamo liste. Applichiamo tecniche. Ma nonostante tutto, non ci sentiamo mai davvero in controllo.
E così siamo diventati atleti dell’efficienza, ma la vita ci attraversa perché siamo perennemente di corsa.
Ho vissuto questa storia sulla mia pelle e l’ho poi vista coi miei occhi centinaia di volte con i miei studenti.
Ora ATTENZIONE, è ovvio che essere produttivi è importante, ma se vuoi uscire dalla ruota del criceto, devi imparare a cambiare le regole del gioco, devi capire che…
Il tempo non si gestisce, si vive!
Il primo ebook gratuito che ho scritto per fare Lead Generation l’avevo chiamato proprio così: “Il Tempo NON si gestisce, SI VIVE” (ebook che poi è stato copiato e rivenduto, ma questa è un’altra storia).
Ad ogni modo, già all’epoca (e si parla di quasi 20 anni fa) avevo realizzato che qualcosa non funzionava nei vecchi corsi di Gestione del Tempo.
Tutto nasceva dalla mia esperienza, dalle difficoltà che avevo incontrato nell’applicare determinati concetti che mi rendevano più efficiente (almeno in parte), ma mi facevano sentire anche estremamente a disagio e perennemente in sofferenza.
Ora, non sto a ripeterti tutto il pippone qui perché non avrebbe senso (puoi recuperare il cimelio tra il materiale gratuito se ti interessa), alla base del ragionamento però c’era un concetto potentissimo:
“Il tempo NON si può gestire”…interessante paradosso tenere corsi di gestione del tempo partendo dal principio che il tempo non si possa gestire, non trovi?
Il punto però è esattamente questo, capire che la tua attenzione deve essere focalizzata sul gestire TE STESSO, come ti senti e com’è la tua energia, non solo per andare più veloce, ma per andare più lontano ed essere più felice mentre percorri quella strada.
Esempio reale: la storia di Marco
Marco è un piccolo imprenditore. 48 anni, due figli adolescenti, un’azienda di servizi in crescita costante da anni.
Quando ci siamo conosciuti, Marco mi disse:
“Lavoro 12 ore al giorno, ma ho la sensazione che non basti mai. Ho costantemente il cervello acceso e penso al lavoro ogni momento della giornata, non riesco a rilassarmi neanche in spiaggia sotto l’ombrellone. So che fa parte dell’essere imprenditore essere sempre sul pezzo, ma sono preoccupato perché sono perennemente stanco e non ho un gran relazione con i miei figli che stanno attraversando un momento delicato della loro vita”.
Aveva provato di tutto: time-blocking, app per la concentrazione, corsi di produttività, tecnica del pomodoro…Ma niente sembrava funzionare.
Sai qual era il problema?
Marco cercava di sistemare il tempo facendoci entrare tutte le attività da fare, senza compiere prima l’azione più importante: guardare dentro di sé e capire che cappio voleva dalla sua vita!
Il vero problema: poca energia = meno produttività = ancora meno energia…in una spirale diabolica senza fine
Molti pensano che la mancanza di tempo sia il vero ostacolo, “ho troppe cose da fare, mi ci vorrebbe una giornata da 48 ore”, se avessi un euro per ogni volta che ho sentito questa frase me la giocherei con Bill Gates in quanto a patrimonio personale.
Allora, sfatiamo un attimo questo mito senza facili frasi motivazionali del tipo: “abbiamo tutti 24 ore, dipende da come usi il tuo tempo” altrimenti non se ne viene fuori.
Il tempo è una variabile finita che scorre inesorabile, questo significa che è una moneta che devi spendere sul momento, non è che puoi dire: quasi quasi metto via un paio di ore che le uso domani.
Detta questa banalità, le attività da svolgere SARANNO SEMPRE TROPPE in relazione al tempo che hai a disposizione, è normale e giusto che sia così, ok?
Non solo, più sei ambizioso e più dovrai confrontarti con questo aspetto nella tua vita, puoi svolgere solo una minima parte delle cose che vorresti fare per raggiungere i tuoi obiettivi…potrai diventare più efficiente e più efficace quanto vuoi, ma questa cosa non cambierà mai, fattene una ragione.
La variabile su cui puoi invece operare è la tua energia, perché è ciò che influenza in modo diretto i risultati che ottieni.
D’altronde, prova a pensare a quello che succede quando hai poca energia:
- fatichi a concentrarti,
- impieghi il doppio del tempo per portare a termine un’attività,
- procrastini,
- ti perdi nei dettagli,
- svolgi attività che non dovresti fare,
- dici dei SI che dovrebbero essere dei NO
- dici dei NO che dovrebbero essere dei SI
- perdi facilmente le staffe quando le cose non vanno come vorresti
- sei preda di emozioni spiacevoli
- …
- e alla fine arrivi a sera senza aver concluso niente di davvero importante.
Questo ti fa sentire frustrato, inadeguato, in colpa. E indovina un po’? Tutto questo ti ruba ancora più energia.
è quello che nel Metodo Olmetto chiamiamo CircoVizio del Distress:
meno energia → meno efficacia → più stress → ancora meno energia.

E ti ritrovi ad usare il tuo tempo per rincorrere, invece che per costruire.
Quindi qual è la soluzione?
La soluzione non è fare di più. È ricaricarti meglio, scegliere meglio, ascoltarti meglio.
Perché la vera unità di misura della produttività non è il tempo, ma l’energia che hai per viverlo.
Cosa ti porteresti nello zaino per scalare una montagna?
Immagina di dover affrontare una scalata in montagna.
All’inizio della giornata, riempi lo zaino con tutto quello che ti servirà:
Provviste, ramponi, tenda etc. etc., io non lo cosa ci va di preciso nello zaino visto che sono più un marittimo che un montanaro, ma di sicuro so cosa non ci va…nessuna persona sana di mente riempirebbe lo zaino con dei sassi, o sbaglio?
Eppure è quelle che fanno le persone di solito, invece di approcciarsi alla vita “senza sassi nello zaino”, si caricano di aspettative altrui, sensi di colpa, doveri inutili, paure che non gli appartengono, giudizi che non hanno chiesto, e convinzioni vecchie come il cucco.
E poi ti chiedi perché arrivi a sera sfinito, con la sensazione di non averla neanche iniziata la salita?
Il problema non è la montagna.
È quello che ti porti sulle spalle.
E il paradosso?
Più sei stanco, più ti sembra di dover aggiungere roba.
Invece dovresti togliere. Alleggerire. Lasciare a valle.
Il punto non è trovare uno zaino più capiente o farti venire muscoli più forti.
Il punto è scegliere cosa portare e cosa lasciare a valle.
Solo così arrivi in cima. Magari anche sorridendo.

Cosa ti tiene bloccato davvero?
Riepilogando, ci sono diverse cose sulle quali abbiamo un controllo relativo.
Naturalmente è utile diventare sempre più efficienti ed efficaci in quello che facciamo, la il fulcro è ricordarti che TU SEI AL CENTRO, devi imparare a gestire te stesso
- La tua energia
- Le tue emozioni
- I tuoi pensieri
- I tuoi schemi
Altrimenti imparerai a fare sempre di più, ma non a sentire come stai vivendo e nemmeno a scegliere la strada giusta per te.
E tu, che scelta vuoi fare?
Io ci sono passato, parlo solo di cose che conosco nel profondo.
Da procrastinatore seriale sono passato ad essere un maestro dell’incastro inutile, fino a diventare super-produttivo…ma in burnout.
Ho iniziato a uscire dalla ruota quando ho capito che la mia energia era il parametro da tenere in considerazone.
Quindi Ti lascio 3 domande per iniziare:
- Quali sono le tre cose che ti drenano più energia ogni giorno?
- Se potessi mollare una sola abitudine negativa, quale sarebbe?
- Come cambierebbe la tua vita se dedicassi 1 ora al giorno tutta per te?
Ai Circoli Virtuosi
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Il primo passo
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Il tuo tempo è vita. Non sprecarlo girando in tondo.
Ci vediamo nel prossimo articolo.

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