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Quello che puoi imparare da Cannavacciuolo sulla Gestione dei Conflitti

Hai mai visto la trasmissione “Cucine da incubo” condotta da Cannavacciuolo?

Il format della trasmissione è quello che ha reso famoso Gordon Ramsay, lo Chef di successo va in aiuto di un Ristorante sull’orlo del fallimento.

Ovviamente è una trasmissione televisiva e quindi c’è una gran parte di finzione, ma è interessante analizzare il processo che seguono per risolvere i problemi.

1° Fase – “Analisi del Problema”

La prima cosa che fa Cannavacciuolo è tastare con i suoi occhi quello che succede.
Quindi va a pranzo ed è inutile dire che le pietanze oscillano tra il “fa abbastanza cagare” e “nammerda proprio”.

Poi osserva un servizio della sera e anche in questo caso assiste alla fiera degli orrori.

I piatti sono cattivi ed escono in ritardo, i clienti si lamentano del servizio, i camerieri passano il tempo a litigare tra di loro e ad urlarsi le peggio cose.

Il titolare se la prende con il cuoco perché non sa cucinare.

Il cuoco accusa il titolare perché non lo lascia lavorare e gli impone di preparare menù che sono ingestibili.

I camerieri se la prendono con tutti perché “siamo noi a metterci la faccia davanti ai clienti”.

Insomma, si pratica lo sport nazionale dello “scaricabarile”, è sempre colpa di qualcun altro e si passa più tempo ad accoltellarsi l’un l’altro che a lavorare come si deve!

In pratica le stesse dinamiche che si vedono tutti i giorni nelle aziende, soprattutto quelle familiari, che hanno imboccato la strada del fallimento.

Può un’impresa andare avanti così?

Ovviamente no!
E quindi lo Chef interviene in maniera massiccia e, a suon di manate sulle spalle, cazziatoni e discorsi motivazionali, passa alla fase successiva.

2° Fase – “Risoluzione dei Conflitti”

Essendo uno Chef (e di quelli parecchio bravi tra l’altro), ti aspetteresti un suo intervento immediato sul menù, d’altronde un ristorante in cui non si mangia bene non è che possa poi fare chissà quanta strada.

Invece la prima cosa che fa lo Chef è occuparsi di appianare le divergenze tra le persone.

DOPO risistema il locale,
DOPO crea un nuovo menù,
DOPO insegna dei modi per attirare nuovi clienti nel locale,

Ma la primissima cosa che fa è lavorare sulle relazioni, con lo scopo di creare un Team di lavoro che ricominci a collaborare in maniera proficua.

Perché parte proprio dalle relazioni secondo te?

Beh, penso che la risposta sia scontata.

Se le persone non vanno d’accordo e non remano tutti dalla stessa parte, la barca è destinata ad affondare.

Non so se ti è mai capitato di lavorare in un contesto in cui ci sono delle persone che intossicano l’ambiente, impedendo agli altri di lavorare in maniera serena e produttiva…se ti è capitato, sai che non è bello.

Lezione 1: Impegnati per creare un contesto lavorativo COLLABORATIVO e PIACEVOLE!

Se sei il Leader di un’azienda o di un gruppo di lavoro, il tuo primo impegno dovrebbe essere rivolto a creare un ambiente in cui sia piacevole lavorare.

Non è solo un discorso legato alla produttività.

Ovvio che un Team in cui c’è collaborazione è molto più produttivo rispetto ad uno in cui si litiga dalla mattina alla sera.

Ma c’è proprio un discorso di stress e di qualità della vita che non andrebbe sottovalutato.

Nel primo caso hai voglia di andare a lavorare perché è bello far parte di una squadra in cui ti senti coinvolto e partecipe del risultato finale.

Nel secondo caso invece sei costretto a vivere ogni santo giorno una sorta di incubo che non sembra aver mai fine.

“E grazie al caxxo Eugge, ma come si fa quando hai a che fare con un capo/collega/socio (“scrivi TU un insulto a piacere sull’incriminato)?”

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Sto tenendo un seminario sull’argomento riservato ai miei studenti, non è il classico corso teorico che ti spiega delle formulette che poi non sarai in grado di applicare, ma un vero e proprio percorso di 3 settimane in cui potrai esercitarti fin da subito e riceverai dei feedback personalizzati.

Se stai vivendo una relazione con sofferenza,
se hai problemi con un socio o un familiare (se il socio è anche tuo parente siamo al TOP della difficoltà),
se pensi di averle provate tutte ma che non ci sia niente da fare.

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Quindi dicevo, cosa fare quando c’è una relazione danneggiata?

E perché  Cannavacciulo è così efficace nel risolvere dei conflitti che si trascinano da tempo?

Il ruolo fondamentale del Mediatore

Cannavacciuolo fa da mediatore.

Naturalmente mi riferisco a quando aiuta le persone ad appianare le divergenze, non quando mette in campo le sue competenze da cuoco e da imprenditore della ristorazione.

Il mediatore è quella che William Ury (con Robert Fisher è uno dei più grandi esperti di Negoziazione, hai presente la Negoziazione Win-Win? Ecco, l’hanno inventata loro) chiama la terza parte.

Alcuni testi di William Ury

Il Mediatore è un’entità imparziale che ha come unico scopo quello di trovare un accordo che vada bene per tutti.

E’ un esperto di negoziazione, quindi conosce alla perfezione gli errori che le persone commettono quando “litigano” (degli errori non te ne parlo in questo articolo altrimenti facciamo notte).

Non è coinvolto emotivamente e quindi può dare dei feedback imparziali su quello che vede!

In Italia abbiamo questa malsana credenza che saper negoziare si riduca a:

“rompere il caxxo per avere lo sconto”.

Ma saper negoziare è molto più complicato di così e richiede una miriade diversa di competenze…bisogna essere dei bravi ascoltatori, bisogna avere una certa dose di empatia, una mente brillante che sappia generare soluzioni creative e compagnia bella.

Ora, prova a pensare ai vantaggi di cui godresti se tu avessi un mediatore che viene in azienda e ti aiuta ad appianare le divergenze con il tuo socio (o con chiunque tu abbia una relazione danneggiata).

Sarebbe fantastico non trovi?

Però c’è un piiiiiccolo problema…

ho più possibilità io di vincere alle olimpiadi che tu di avere un mediatore PROFESSIONISTA a tua completa disposizione (PROFESSIONISTA = uno di quelli bravi, non uno scappato di casa che ha fatto il corso gratuito da 40 ore della Regione).

Molto probabilmente non ce l’hai e non ce l’avrai mai, i mediatori bravi si contano sulle dita di una mano e di solito sono impegnati a gestire conflitti ben più importanti delle tue beghe familiari o degli scazzi che avete in ufficio!

Se per sventura hai un divorzio non consensuale alle tue spalle o un qualsiasi tipo di controversia legale sai bene di cosa parlo, il mediatore è un povero Cristo che se riesce ad evitare che vi accoltelliate davanti al giudice è già tanto.

Quindi qual è la soluzione?

Pensaci un attiminoooo…

Eeeesattooooo!

Ti tocca sviluppare questa competenza, soprattutto se hai la responsabilità di gestire delle persone.

Per fortuna c’è anche una buona notizia.

Non devi diventare uno dei massimi esperti mondiali, l’obiettivo non è essere in grado di negoziare la pace tra palestinesi ed israeliani, devi “solo” sistemare le TUE relazioni danneggiate.

Quindi è sufficiente imparare a riconoscere le cause del conflitto e riuscire a sviluppare una STRATEGIA chiara per curare quella relazione a cui tieni tanto (o a cui magari non tieni particolarmente ma che devi riuscire a gestire perché troppo importante nella tua vita).

Domani c’è la seconda lezione del seminario, non è il classico “spiegone” di tutte le teorie possibili e immaginabili sulla gestione dei conflitti (anche perché non basterebbe un anno per questo) ma è un percorso operativo, in cui una parte delle lezioni è dedicata ai miei feedback sui casi reali portati dagli studenti.

Quindi se c’è una RELAZIONE DANNEGGIATA sulla quale vuoi lavorare.

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Pace, Bene e Trigu Meda

Eugenio

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