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Caro Eugenio,
il 2016 per me è stato un anno difficile.
Sono iniziati, diciamo che si sono evidenziati, i problemi di liquidità nell’azienda della quale sono socio. Senza cercare giustificazioni, questi problemi sono stati causati (lo capisco ora) da un modello di business ormai inefficace. I margini in continua contrazione non permettevano di coprire i costi sempre più onerosi. L’esigenza di lavorare con i propri soldi senza appoggiarsi a fidi bancari che rasentavano l’usura ha portato l’Amministratore della società, mio fraterno amico, a chiudere questi fidi approfittando di un finanziamento europeo che a fronte di un tasso onesto ci richiedeva un impegno economico importante perché limitato a 18 mesi.

Sul lato personale, purtroppo, le cose non andavano meglio. Non che ci fossero chissà quali problemi, ma l’ingresso nell’adolescenza del mio figlio maggiore, aveva portato forti scompensi sia nel rapporto con lui (che era stato sempre meraviglioso) sia con mia moglie con la quale condivido felicità e non dall’età di 17 anni.
Una serie di emozioni che adesso riconosco come disfunzionali (paura, rabbia, tristezza) accentuavano il mio carattere introverso e taciturno. Mi sono chiuso in me stesso in un modo che penso gli altri debbano aver ritenuto insopportabile, io comunque non potevo sopportarlo a lungo.
Tutto ciò mi aveva reso incapace di condividere le mie emozioni, le mie paure, con chi avevo vicino e mi stava conducendo alla deriva di una solitudine scontrosa e superba.

Sin dall’inizio dell’anno capivo che dovevo cercare altre strade, un nuovo modo di lavorare, di rapportarmi con me stesso e con le persone che mi circondavano, sia in ambito lavorativo che in quello degli affetti. Sapevo che dovevo farlo, ma non sapevo come.
Per formazione personale sono sempre stato predisposto all’introspezione, ma questa volta senza un aiuto esterno capivo che non ce l’avrei fatta. Il “circolo vizioso” che si era creato, che io avevo alimentato, era veramente difficile da sciogliere.
Per fortuna, ancora per formazione personale, ho sempre saputo che senza l’impegno, lo studio, l’apertura a nuove esperienze, non sarei riuscito a far nulla; quindi, a tentoni, ho iniziato a muovermi e, per fortuna, sono inciampato nell’alberello del Metodo Olmetto, anzi mentre ero sovrappensiero ci ho sbattuto proprio il muso.

In realtà prima c’è stata BNI, un format di origine americana che permette di organizzare un networking strutturato tra aziende, professionisti e imprenditori in genere. La partecipazione a questo gruppo, peraltro abbastanza impegnativa, mi ha fatto crescere moltissimo sia nei rapporti interpersonali (capacità fondamentale per un commerciante) sia nella crescita personale, in particolare nella capacità di parlare in pubblico, di centrare il focus della mia attività e saperlo spiegare agli interlocutori in modo veloce ed efficace.

Poi sei arrivato tu. Grazie al mio commercialista, tuo fedele studente, sono entrato in possesso del tuo libro e ho capit

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